di Vincenzo Monfregola
EGO - David and Matthaus Edizioni
Articolo di Gian Paolo Grattatola
Mentre un volto scoperto porta ciò che ha avuto in dote
dalla natura, la maschera è l’occultazione pianificata della propria umanità:
“Ci trucchiamo/ ai confini del cuore,/ per nascondere/ emozioni di vita…/ forse
per schermirsi…” Per istinto di conservazione la maschera ricusa ogni
sensibilità di intenti e ne nasconde la purezza dalla luce feroce del mondo
esterno: “Uccide un’anima/ non pronta alla resa,/ estranea all’ira,/ alla
lussuria,/ assente in un mondo/ che mondo non è.” Come una corazza essa ci
consente di non portare in scena la nostra intimità e gli istinti privati per
poterli proteggere, nella fatale persuasione che quando “si chiude il sipario/
e si spengono le luci,/ inizia ora il momento che scruta,/ nel silenzio, della
vera essenza;/ quella autentica,/ senza copioni, senza battute,/ senza attori”…
Vincenzo Monfregola, classe 1976, in questa sua nuova raccolta di versi si
espone e si declina con onestà al cospetto del lettore in uno spazio metafisico
in cui la speranza rincorre invano il disincanto, non riuscendo a trovare
l’aggancio tra i due opposti. Ma senza mai rassegnarsi all’inconciliabilità, l’autore
napoletano fa del silenzio una scelta, della solitudine una risorsa, della
somma di tutti gli inganni la verità, riuscendo ancora a sentire benevoli sia
il sole che la pioggia. I suoi testi denotano un’apparente trasparenza
comunicativa che invece cova in sé l’enigma, la compresenza di molti segni
linguistici nell’unico effettivamente esibito. Il carattere sottilmente lieve
del suo verseggiare apre squarci di intenso lirismo dietro lo schermo della
finzione, sfidandoci a un arduo e continuo gioco interpretativo. Consegnandoci
un libro sobrio e stimolante, che invita a fare i conti con uno snodo
imprescindibile del nostro vivere quotidiano e a regalarci uno sguardo
fiducioso sul futuro.
FONTE: MANGIALIBRI


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