Ciao Vincenzo, tu sei nato a Napoli. Raccontaci
un po' di te, della tua infanzia. Dalla tua biografia leggo che hai partecipato
a diversi concorsi e hai pubblicato 4 silloge poetiche.
Ciao Angela voglio innanzitutto
ringraziarti per questa possibilità e salutare tutti i lettori del tuo blog;
sarò breve, sono nato, cresciuto e vivo tuttora a Napoli, ho conseguito il
diploma di Capotecnico di Elettornica Industriale presso Istituto Tecnico
Industriale "Galileo Ferraris" di Napoli, materia per niente
attinente a quanto poi ho scoperto di amare.
Come tutti ho un ricco bagaglio di ricordi della mia infanzia, li ho ben impressi nella memoria come se fossero tutti scatti di fotografie e ne sono tanti, veramente tanti. Posso dirti che da adolescente amavo molto la fotografia, mi avvicinai a questo hobby grazie a mio zio, un vero reporter della vita, a lui piaceva catturare quei momenti live di quanto lo circondava, amava la spontaneità, la naturalezza di tutto quello che ignorava lo scatto del suo obbiettivo. Ti sto parlando di Antonio Cacciola, l'autore di "Mimo", la foto che ho scelto per la copertina di "Maschera", la mia ultima silloge poetica promossa dal Gruppo Editoriale David and Matthaus - egoEdizioni.
Sono una persona molto legata ai ricordi
e alla famiglia, amo tutto quello che mi apre nuovi orizzonti, che mi permette
il confronto e la crescita, perché sono del parere che nella vita non si
"arriva" mai, c'è sempre da conoscere ed imparare; credo nei
sentimenti, sono un sognatore e difficilmente riesco a vedere le mali
intenzioni, infatti mi ritrovo spesso a
raccogliere i cocci di vasi infranti. Sono del parere che tutto va vissuto a
trecentosessanta gradi senza alcuna riserva, di buono o di cattivo che sia quanto porta, e qualsiasi sia
il suo colore, ne sarà comunque valsa la pena aversela vissuta fino in fondo.Come tutti ho un ricco bagaglio di ricordi della mia infanzia, li ho ben impressi nella memoria come se fossero tutti scatti di fotografie e ne sono tanti, veramente tanti. Posso dirti che da adolescente amavo molto la fotografia, mi avvicinai a questo hobby grazie a mio zio, un vero reporter della vita, a lui piaceva catturare quei momenti live di quanto lo circondava, amava la spontaneità, la naturalezza di tutto quello che ignorava lo scatto del suo obbiettivo. Ti sto parlando di Antonio Cacciola, l'autore di "Mimo", la foto che ho scelto per la copertina di "Maschera", la mia ultima silloge poetica promossa dal Gruppo Editoriale David and Matthaus - egoEdizioni.
Come nasce una tua poesia? che importanza dai
alla scrittura? Ritieni che sia fondamentale per la vita oppure per te rimane un
semplice passatempo?
Credo che "scrivere" sia
"essere", ho provato sulla mia pelle rinnegare questo bisogno, o
meglio dire "ho cercato di rinnegarmi". Abbandonai questo mondo nel
2002, nonostante nel 2003 pubblicavano in giro alcune mie cose; deposi carta e
penna per motivi importanti, mi ero perso e non sapevo neppure se e chi volevo
essere o continuare ad essere, ci ho messo dieci lunghissimi anni per capire
che, per quanto mi impegnassi a non crederci, il poetare era il mio mondo senza
il quale non avrei potuto mai pensare di fare anche un solo passo in un'intera
giornata.
Le mie poesie nascono da quanto i miei
occhi sentono e le mie orecchie guardano, nascono dal tutto e dal niente, i
miei versi vogliono urlare dolcemente quanto a volte i distratti calpestano
senza nemmeno accorgersene.
Quali argomenti tratti nei tuoi libri?
Cerco di raccontare tutte quelle cose che
credo importanti per la vita, per la sua autenticità, la sua luce intensa per
niente banale.
Amo perdermi nei sentimenti, in primis nell'amore
che provo per la vita e i suoi colori, adoro l'amicizia nonostante più il tempo
passa e più mi convinco che sia veramente un sentimento in via di estinzione, è
difficile trovare coraggiosi che amano "darsi" all'amicizia, ma è pur
vero che vale la pena provarci credendoci senza riserva.
Adoro la natura, dal verde dei prati
incolti al grigio di un cielo tempestoso, dal cinguettio insistente degli
uccelli al lavoro incredibile che riescono a fare le formiche; amo perdermi in
quella naturalezza che qualcuno, da piccolo, mi ha insegnato ad osservare.
Parlaci un po' di Maschera "ci trucchiamo
ai confini del cuore", la tua ultima opera. Come nasce e perchè questo
titolo.
Maschera è un progetto che ha preso forma nel 2012 ed è stato promosso per la pubblicazione, e quindi la realizzazione di un mio vecchio sogno, nel Maggio del 2013. David and Matthaus Edizioni Letterarie - egoEdizioni - ha reso possibile la realizzazione di questa opera, "Maschera" è il titolo di una poesia e ne regala il nome all'intera opera in quanto vinsi, nel 2002, il primo posto dell'XI Edizione del Premio Letterario "Megaris" di Napoli, uno dei concorsi più abiti dagli esordienti del momento in quanto testate giornalistiche di rilievo regionale rendevano a questo evento particolare attenzione.
Il sottotitolo "…ci trucchiamo ai
confini del cuore…" sono la citazione di alcuni versi che rendono l'idea a
quanto si vuole invitare i lettori.
E' quindi un voler dar luce al mio
ufficiale esordio, una poesia che ha dato un'impronta decisiva ai miei primi
passi, nonostante avessi pubblicato un anno prima "Nel tempo dei
girasoli".
Tornando ai vari concorsi a cui hai
partecipato, pensi che siano unitili per chi vuole farsi notare?
Dipende da che punto di vista vogliamo
considerare le partecipazioni ai concorsi letterari, per la mia personale
esperienza sono stati di primaria necessità; quando ho iniziato io era
partecipandovi che si percorrevano i primi passi se di poetare o scrivere si
voleva crescere. Era come un voler mettere in vetrina, per la condivisione con
i lettori, quanto si scriveva. Anche se oggi le cose sono cambiate, perché ci
sono i social network, credo che un autore debba comunque partecipare a questo
tipo di manifestazioni, è importante per dare il proprio contributo per la
crescita della cultura contemporanea nella letteratura, affinché i tempi non
restino fermi e si continui a crescere per magari lasciare un'impronta
importante a quanti verrano.
Quali sono i tuoi poeti a cui attingi
ispirazione?
Nessuno, per quanta stima ed ammirazione possa provare a chi ha preceduto questa nostra epoca, credo sia impossibile prendere di rifermento "i grandi" della letteratura.
Sono del parere che
ognuno racconta il suo tempo, con modi e maniere del momento, senza regole,
senza titoli ma solo con la forza dell'essenza, se hai qualcosa che vive dentro
bisogna che venga condiviso, bisogna che sia reale e della vita di tutti i
giorni; bisogna che si abbattano questi muri "bigotti" che vogliono
rendere il crescere banale e limitato.
La storia è importante, grandi
personalità l'hanno resa quanto oggi ci ha permesso di essere diversamente da
quello che loro sono stati nel proprio tempo, ora tocca che si vada avanti e
che si faccia l'impossibile affinché l'evoluzione prendi forma, ma senza
aspirare ad essere l'antagonista di nessuno, bisogna riuscirci essendo quello
che si "è" in questo tempo.
Quali sono i tuoi progetti futuri? hai
intenzione di scrivere poesie o anche di cimentarti in qualche romanzo?
Ho diversi progetti ma non ne rivelerò alcuno, posso darvi un'indicazione: "mai dire mai", sarà il tempo a farmi raccontare quanto voglia che io racconti.
Hai un sito dove i lettori ti possono seguire ed interagire con te?
Ho due pagine personali su facebook, te
le riporto:
Ma c'è anche il gruppo MASCHERA, sarà un
piacere ospitare chi ne vuole entrar a far parte
Siamo giunti al termine di questa intervista.
E' stato un piacere avertela fatta. Hai qualcosa da dire a chi ti segue?
Siate folli, datevi alla vita senza riserve, regalatevi alle persone per quello che siete e per quanto riservano le vostre emozioni, lasciate le maschere a chi si recita senza viversi.
Angela Meloni
FONTE: Creatura Nuda

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