domenica 16 marzo 2014

Intervista al poeta Vincenzo Monfregola - di Angela Meloni su CREATURA NUDA

 

Ciao Vincenzo, tu sei nato a Napoli. Raccontaci un po' di te, della tua infanzia. Dalla tua biografia leggo che hai partecipato a diversi concorsi e hai pubblicato 4 silloge poetiche.

Ciao Angela voglio innanzitutto ringraziarti per questa possibilità e salutare tutti i lettori del tuo blog; sarò breve, sono nato, cresciuto e vivo tuttora a Napoli, ho conseguito il diploma di Capotecnico di Elettornica Industriale presso Istituto Tecnico Industriale "Galileo Ferraris" di Napoli, materia per niente attinente a quanto poi ho scoperto di amare.
Come tutti ho un ricco bagaglio di ricordi della mia infanzia, li ho ben impressi nella memoria come se fossero tutti scatti di fotografie e ne sono tanti, veramente tanti. Posso dirti che da adolescente amavo molto la fotografia, mi avvicinai a questo hobby grazie a mio zio, un vero reporter della vita, a lui piaceva catturare quei momenti live di quanto lo circondava, amava la spontaneità, la naturalezza di tutto quello che ignorava lo scatto del suo obbiettivo. Ti sto parlando di Antonio Cacciola, l'autore di "Mimo", la foto che ho scelto per la copertina di "Maschera", la mia ultima silloge poetica promossa dal Gruppo Editoriale David and Matthaus - egoEdizioni.
Sono una persona molto legata ai ricordi e alla famiglia, amo tutto quello che mi apre nuovi orizzonti, che mi permette il confronto e la crescita, perché sono del parere che nella vita non si "arriva" mai, c'è sempre da conoscere ed imparare; credo nei sentimenti, sono un sognatore e difficilmente riesco a vedere le mali intenzioni, infatti mi ritrovo spesso  a raccogliere i cocci di vasi infranti. Sono del parere che tutto va vissuto a trecentosessanta gradi senza alcuna riserva, di buono o di cattivo  che sia quanto porta, e qualsiasi sia il suo colore, ne sarà comunque valsa la pena aversela vissuta fino in fondo.

Come nasce una tua poesia? che importanza dai alla scrittura? Ritieni che sia fondamentale per la vita oppure per te rimane un semplice passatempo?

Credo che "scrivere" sia "essere", ho provato sulla mia pelle rinnegare questo bisogno, o meglio dire "ho cercato di rinnegarmi". Abbandonai questo mondo nel 2002, nonostante nel 2003 pubblicavano in giro alcune mie cose; deposi carta e penna per motivi importanti, mi ero perso e non sapevo neppure se e chi volevo essere o continuare ad essere, ci ho messo dieci lunghissimi anni per capire che, per quanto mi impegnassi a non crederci, il poetare era il mio mondo senza il quale non avrei potuto mai pensare di fare anche un solo passo in un'intera giornata.
Le mie poesie nascono da quanto i miei occhi sentono e le mie orecchie guardano, nascono dal tutto e dal niente, i miei versi vogliono urlare dolcemente quanto a volte i distratti calpestano senza nemmeno accorgersene.

Quali argomenti tratti nei tuoi libri?

Cerco di raccontare tutte quelle cose che credo importanti per la vita, per la sua autenticità, la sua luce intensa per niente banale.
Amo perdermi nei sentimenti, in primis nell'amore che provo per la vita e i suoi colori, adoro l'amicizia nonostante più il tempo passa e più mi convinco che sia veramente un sentimento in via di estinzione, è difficile trovare coraggiosi che amano "darsi" all'amicizia, ma è pur vero che vale la pena provarci credendoci senza riserva.
Adoro la natura, dal verde dei prati incolti al grigio di un cielo tempestoso, dal cinguettio insistente degli uccelli al lavoro incredibile che riescono a fare le formiche; amo perdermi in quella naturalezza che qualcuno, da piccolo, mi ha insegnato ad osservare.

Parlaci un po' di Maschera "ci trucchiamo ai confini del cuore", la tua ultima opera. Come nasce e perchè questo titolo.

Maschera è un progetto che ha preso forma nel 2012 ed è stato promosso per la pubblicazione, e quindi la realizzazione di un mio vecchio sogno, nel Maggio del 2013. David and Matthaus Edizioni Letterarie - egoEdizioni - ha reso possibile la realizzazione di questa opera, "Maschera" è il titolo di una poesia e ne regala il nome all'intera opera in quanto vinsi, nel 2002, il primo posto dell'XI Edizione del Premio Letterario "Megaris" di Napoli, uno dei concorsi più abiti dagli esordienti del momento in quanto testate giornalistiche di rilievo regionale rendevano a questo evento particolare attenzione.
Il sottotitolo "…ci trucchiamo ai confini del cuore…" sono la citazione di alcuni versi che rendono l'idea a quanto si vuole invitare i lettori.
E' quindi un voler dar luce al mio ufficiale esordio, una poesia che ha dato un'impronta decisiva ai miei primi passi, nonostante avessi pubblicato un anno prima "Nel tempo dei girasoli".

Tornando ai vari concorsi a cui hai partecipato, pensi che siano unitili per chi vuole farsi notare?

Dipende da che punto di vista vogliamo considerare le partecipazioni ai concorsi letterari, per la mia personale esperienza sono stati di primaria necessità; quando ho iniziato io era partecipandovi che si percorrevano i primi passi se di poetare o scrivere si voleva crescere. Era come un voler mettere in vetrina, per la condivisione con i lettori, quanto si scriveva. Anche se oggi le cose sono cambiate, perché ci sono i social network, credo che un autore debba comunque partecipare a questo tipo di manifestazioni, è importante per dare il proprio contributo per la crescita della cultura contemporanea nella letteratura, affinché i tempi non restino fermi e si continui a crescere per magari lasciare un'impronta importante a quanti verrano.


Quali sono i tuoi poeti a cui attingi ispirazione?

Nessuno, per quanta stima ed ammirazione possa provare a chi ha preceduto questa nostra epoca, credo sia impossibile prendere di rifermento "i grandi" della letteratura.
 Sono del parere che ognuno racconta il suo tempo, con modi e maniere del momento, senza regole, senza titoli ma solo con la forza dell'essenza, se hai qualcosa che vive dentro bisogna che venga condiviso, bisogna che sia reale e della vita di tutti i giorni; bisogna che si abbattano questi muri "bigotti" che vogliono rendere il crescere banale e limitato.
La storia è importante, grandi personalità l'hanno resa quanto oggi ci ha permesso di essere diversamente da quello che loro sono stati nel proprio tempo, ora tocca che si vada avanti e che si faccia l'impossibile affinché l'evoluzione prendi forma, ma senza aspirare ad essere l'antagonista di nessuno, bisogna riuscirci essendo quello che si "è" in questo tempo.

Quali sono i tuoi progetti futuri? hai intenzione di scrivere poesie o anche di cimentarti in qualche romanzo?

Ho diversi progetti ma non ne rivelerò alcuno, posso darvi un'indicazione: "mai dire mai", sarà il tempo a farmi raccontare quanto voglia che io racconti.

Hai un sito dove i lettori ti possono seguire ed interagire con te?
Ho due pagine personali su facebook, te le riporto:



Ma c'è anche il gruppo MASCHERA, sarà un piacere ospitare chi ne vuole entrar a far parte




Siamo giunti al termine di questa intervista. E' stato un piacere avertela fatta. Hai qualcosa da dire a chi ti segue?

Siate folli, datevi alla vita senza riserve, regalatevi alle persone per quello che siete e per quanto riservano le vostre emozioni, lasciate le maschere a chi si recita senza viversi.



Angela Meloni
FONTE: Creatura Nuda

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